La commissione Salute del Parlamento europeo (SANT) approva una risoluzione sul Piano contro il cancro prevedendo 2,5 miliardi dedicati nel prossimo bilancio, screening uguali per tutti e stretta su sigarette elettroniche e pubblicità degli alcolici.

Più soldi, più prevenzione e la stessa possibilità di curarsi ovunque si viva nell’Unione. È la richiesta che i membri della commissione per la Salute pubblica (SANT) del Parlamento europeo rivolgono alle istituzioni con la risoluzione sul piano d’azione Ue per sconfiggere il cancro, approvata lunedì con 27 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astensioni.

Sul piano finanziario, il testo chiede che il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione riservi alla salute almeno 10,05 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi destinati specificamente alle azioni contro i tumori, che sono oggi la seconda causa di morte nell’Unione europea, e si stima che circa un cittadino su due riceverà una diagnosi di tumore nel corso della vita.

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A illustrare lo spirito del documento è il relatore, il romeno Vlad Voiculescu (Renew), che parte dai numeri: “Il cancro uccide 1,3 milioni di europei ogni anno. Il 40% di questi decessi è evitabile”. Da qui la richiesta di “una prevenzione più forte, finanziamenti solidi, responsabilità per tutti e un monitoraggio centrato sui pazienti”. Il Piano europeo contro il cancro, aggiunge l’eurodeputato, “potrebbe salvare fino a mezzo milione di vite ogni anno». E conclude: “Lo dobbiamo a ogni cittadino dell’Ue: realizzarlo in ogni Stato membro”.

Nel mirino tabacco, alcol e alimentazione

Per gli eurodeputati la prevenzione resta la strategia più efficiente, in termini di costi, per contrastare i tumori nel lungo periodo. Preoccupa in particolare il fatto che persone che non fumavano si avvicinino ai dispositivi alternativi, per questo motivo i membri della commissione SANT hanno chiesto di aggiornare con urgenza la normativa europea sul tabacco, estendendola a sigarette elettroniche, prodotti del tabacco riscaldato e sacchetti di nicotina.

La revisione dovrebbe includere il pacchetto neutro, limiti agli aromi che attirano i più giovani, l’obbligo di comunicare gli ingredienti e il divieto di vendita online di prodotti a base di nicotina ai minori. Serve inoltre, sostengono i deputati, un aumento delle accise minime su tutti i prodotti del tabacco e della nicotina.

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Una misura che l’Italia ha intenzione di implementare per il prossimo anno. Secondo la stima ufficiale contenuta nella relazione tecnica della scorsa Legge di Bilancio, infatti, il prezzo di sigarette, trinciati e tabacco riscaldato potrebbe aumentare in media di 25 centesimi in più a pacchetto.

Rispetto all’alcol gli eurodeputati chiedono etichette con avvertenze sanitarie ben visibili su tutte le bevande alcoliche e una strategia europea rivista, che preveda il consumo zero per i minori, campagne di sensibilizzazione e misure comuni per ridurre l’esposizione alla pubblicità.

Anche l’alimentazione ha un ruolo centrale nella prevenzione: la commissione propone un’etichetta nutrizionale sul fronte della confezione obbligatoria, armonizzata in tutta l’Ue e basata su evidenze scientifiche.

Ridurre le disuguaglianze nella prevenzione

A preoccupare i parlamentari sono le disparità persistenti tra Paesi e tra regioni. La risoluzione invoca perciò pari accesso a screening, diagnosi e trattamenti in tutta l’Unione, i tumori della mammella, della cervice uterina e della prostata devono essere prioritari negli screening.

Guardano poi con interesse ai risultati promettenti dei sistemi di screening assistiti dall’intelligenza artificiale, e aggiungono che quelli validati clinicamente andrebbero integrati nei programmi nazionali. Il testo sollecita poi sistemi solidi di invito e richiamo dei cittadini e controlli diagnostici tempestivi dopo un test positivo. L’obiettivo fissato è garantire al 90% dei pazienti l’accesso ai centri oncologici nazionali completi entro il 2030, inoltre per un accesso più equo ai farmaci oncologici, gli eurodeputati suggeriscono di ricorrere agli acquisti congiunti su base volontaria.

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L’azione europea, ricordano i deputati, deve anche migliorare la vita di chi guarisce e di chi è in cura.

Tra le misure richieste figurano il reinserimento nel mercato del lavoro, la riabilitazione, il sostegno psicosociale e la piena attuazione delle norme sul “diritto all’oblio” oncologico. I giovani pazienti dovrebbero poter contare su un migliore accesso all’assistenza transfrontaliera, alle terapie innovative e alle sperimentazioni cliniche, infine, i rappresentanti dei pazienti andrebbero coinvolti in modo sistematico nella progettazione e nell’attuazione delle politiche europee sul cancro.

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